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Messaggio di "2016" gennaio

Informazioni utili per il tuo vigneto

Pali pe ril Vigneto Fili per il Vigneto Come realizzare il Tuo Vigneto

Vuoi realizzare il tuo vigneto? Segui i consigli del nostro esperto.

Per la realizzazione di un impianto di un vigneto di superficie pari ad 1 Ettaro (10.000 mq.) con sesto mt. 2,50 x mt. 1,20 con forma di allevamento del filare di “tipo a spalliera” si devono effettuare le seguenti operazioni:

Estirpazione totale del vigneto (solo in caso di reimpianto):

L’estirpazione è quel tipo di operazione che consente l’eliminazione (estirpo) totale del vigneto esistente compreso di radici, pali testata, pali rompi-tratto, fili e tutti gli accessori presenti in modo da lasciare il terreno libero per poter preparare il nuovo impianto. 

Può essere effettuato sia manualmente che con l’aiuto di mezzi meccanici.

Scasso del terreno con mezzi meccanici:

Lo scasso in agricoltura è una lavorazione profonda del terreno che si esegue prima dell’impianto; detto anche “scasso totale”, si esegue lavorando tutta la superficie ad una profondità in genere di
80-120 cm, (può arrivare fino a 150 cm.);
la lavorazione consiste in un'aratura che determina un'inversione del profilo del terreno.

Spietramento con asportazione materiale:

Lo spietramento è una lavorazione eseguita in fase di preparazione di un terreno naturale ad uso agricolo; la rimozione dello scheletro permette di ottenere superfici più omogenee e letti di semina più accurati in modo da aumentare la resa e la precisione della raccolta meccanica.
Lo spietramento può essere effettuato a mano o con “macchine spietratrici” che hanno la funzione sia di riportare in superficie tutto il materiale e sia quello di frantumare lo scheletro
(possibile solo se lo scheletro è composto da elementi derivati da rocce tenere quali calcari, tufi,  ecc.)

Analisi fisico-chimica del terreno:

L'analisi del terreno permette di rilevare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche di un suolo ed elaborarle per ottenere delle indicazioni utili per esaltare la fertilità;
per eseguire una analisi deve essere raccolto un campione della superficie nella zona dove maggiormente si trovano gli apparati radicali.
All'interno di un appezzamento, evitando le zone di bordo e comunque non più esteso di un paio di ettari, vengono raccolti diversi saggi del suolo fatti utilizzando una trivella; eseguiti fino ad una profondità in genere di una quarantina di centimetri.
Alla fine tutti i saggi vengono riuniti e mescolati accuratamente, estraendo dal tutto il campione vero e proprio di circa un chilogrammo.
Si procede così all'analisi fisica, che consiste nella determinazione della tessitura di un terreno e nella osservazione della sua struttura e all’analisi chimica, che consiste nella determinazione della concentrazione dei principali macro-elementi (azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio, zolfo) e microelementi (ferro, manganese, zinco, boro, rame).

Concimazione di fondo:

La concimazione è una pratica fatta in modo da ottimizzare l’interazione che il vigneto ha con il suolo allo scopo sia di migliorarne l’abitabilità che di modificare le caratteristiche nutrizionali del terreno soddisfacendo le necessità nutrizionali della vite;
con la concimazione vengono apportati al terreno i principali elementi minerali che servono per lo sviluppo e per la produzione delle piante: azoto, fosforo e potassio.
L’azoto rientra nel processo metabolico ed influisce sulla crescita della pianta (sviluppo vegetativo) e sul grado di maturità della bacca. Favorisce, inoltre, anche la formazione delle gemme e l’allegagione;
il fosforo favorisce i processi di trasferimento energetico dentro le cellule e tra gli organi della vite e fornisce profumi al vino; il potassio regola i flussi idrici all’interno della pianta, è un agente osmotico molto importante nello scambio ionico e soprattutto nella traspirazione, in quanto controlla l’apertura degli stomi. In un impianto di vigneto, l’apparto di concime si aggira intorno ai 6 ql. ad ettaro.

Squadro e picchettamento:

Prima di procedere con l’impianto, una procedura particolarmente importante da fare è quella dello squadro e picchettamento dell’appezzamento; con lo squadro vengono stabiliti i confini dell’impianto e tracciati i filari con uno spago, individuando la posizione di piante e pali e garantendone un perfetto allineamento lungo il filare in modo da non creare intralci alla meccanizzazione;
per esigenze di ordine estetico, la cui importanza non deve essere sottovalutata, lo squadro ideale è quello che permette il perfetto allineamento di pali e piante in tutte le direzioni.
Definiti in questo modo i filari, si procede a picchettare i punti in cui dovranno essere messi a dimora le piante e/o i pali. Al momento del trapianto, il punto preciso in cui mettere a dimora la pianta è individuato tramite un’asta.
Dopo aver terminato il picchettamento, viene eseguito un conteggio in campo, al fine di determinare con precisione il quantitativo di barbatelle e pali necessari.


Posa in opera di Pali di Testata e Pali Intermedi:

Una volta effettuato lo squadro e il picchettamento si passa all’operazione di posa in opera dei pali sia di testata che intermedi; dove è stata messa l’asta come “segnaposto” o con l’aiuto di una trivella di un diametro inferiore al palo che si intende piantare (o manuale o meccanica a secondo del terreno) o con l’aiuto del palo del stesso si procede a realizzare un primo foro intorno ai 20-30 cm di profondità; successivamente con l’ausilio di una macchina batti-palo con pressioni fatte ripetutamente in cima al palo stesso posto verticalmente sul terreno, sfruttando la forza di gravità, si porta ad una profondità definitiva di circa 50 cm. 

In 1ettaro di vigneto vengono messi in opera circa n. 80 Pali di Testata di 3,00 metri di altezza e circa n. 700 Pali Intermedi di 2,50 mt. di altezza.

Posa in opera di filo di ferro in zinco

Dopo aver fatto i buchi per le barbatelle, siamo pronti per stendere i fili di metallo.
Il primo filo, detto “filo portante”, è stato posizionato ad un’altezza di circa 80/100 cm ed è quello sul quale poggerà il capo a frutto (ovvero il ramo su cui nasceranno le pigne d’uva).
Ad intervalli di circa 30-35 cm dal filo portante (spessare da 2,50 mm.) si montano il binario centrale (spessore da 1,80 mm.) e il filo superiore (spessore da 2,50 mm.)  la cui funzione principale sarà quella di contenere la vegetazione e farla crescere verso l’alto.
Affinché i fili di metallo possano svolgere al meglio le proprie funzioni, è necessario che siano quanto più tesi possibile. Innanzitutto, per dare al filo la giusta linearità, è necessario fissarlo nelle asole del palo intermedio.
In 1 ettaro di vigneto vengono messi in opera circa 475 kg. di filo spessore 1,80 mm. e circa 475 kg. di filo spessore 1,80 mm.

 

Posa in opera di Trivelle ad elica per ancoraggio:

Per assicurare stabilità ottimale e duratura alle testate è necessario assicurarle al terreno mediante delle ancore fissate nella parte esterna del filare. La tipologia di ancore utilizzate sono del tipo avvitabile nel terreno, realizzate in acciaio inossidabile ed hanno il vantaggio di una rapida messa in opera; le ancore si avvitano nel terreno per la loro intera lunghezza mediante l’ausilio di una barra d’acciaio che fa da leva. Quando l’ancora sarà stata completamente avvitata nel terreno, rimarrà in superficie solo l’estremità superiore che presenta un foro in cui si fa passare il filo di ferro da 20 (4,5 mm.) che verrà poi legato alla parte superiore della testata.
In 1 ettaro di vigneto vengono messi in opera circa n. 80 Trivelle.

 

Posa in opera di Tutori:

La funzione del tutore è quella di assicurare la perfetta verticalità del ceppo e deve contribuire alla solidità e alla stabilità del filare. Per non intralciare la meccanizzazione delle diverse operazioni colturali, vendemmia compresa, occorre scegliere materiali robusti e duraturi e curare con attenzione il fissaggio del tutore ai fili. 

Il tutore viene messo nel terreno a sostegno di ogni barbatella ad una profondità di circa 20 cm., mentre fuori terra va dagli 80 ai 100 cm.
In un ettaro di vigneto vengono messi in opera circa n. 3000 pali tutore.

 

Posa in opera di Barbatelle:

Esiste la possibilità di piantare la barbatella in modi diversi, questo in funzione dello stato del terreno e del momento d’impianto. 

1) Apertura di un solco lungo il filare e impianto manuale delle giovani viti: è consigliabile quando il terreno è pesante e non perfettamente preparato. Questo modo di procedere consente un miglior attecchimento della barbatella e uno sviluppo più rapido.
2) Uso della “forchetta”: è un metodo molto rapido (1700-1800 viti al giorno con un cantiere di 3 persone), richiede la quasi totale asportazione dell’apparato radicale; può essere utilizzato con pieno successo nei suoli ben preparati, asciutti e sciolti.
3) Impianto a macchina: sistema in netto incremento negli ultimi anni, grazie alla semplicità e rapidità d’esecuzione. Con un cantiere di 4 persone si possono piantare, in un terreno pianeggiante con filari lunghi oltre i 100 m, fino a 10-12.000 barbatelle al giorno, che si riducono a 5-7.000 in collina, in condizioni ovviamente meno favorevoli.
Un vantaggio è la possibilità di piantare la vite a radice intera, particolarmente utile per impianti tardivi (giugno e luglio), ove vi è la necessità di una rapida e pronta entrata in attività vegetativa della vite, favorita appunto dalle sostanze di riserva contenute nell’apparato radicale integro.
In tutti i casi, qualora le condizioni del suolo non siano ottimali, conviene optare per la tradizionale apertura del solco che, con l’ausilio dell’intervento manuale, offre maggiori garanzie di riuscita.
In un ettaro di vigneto vengono messo a dimora circa n. 3300 Barbatelle. 



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"Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo." cit.

Ernest Hemingway

 

 

 

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